Fru fru

Nostalgie fru fru

Ora mi alzo e vado a pren­der­mi due Wafer alla cioc­co­la­ta Loac­ker. Sono buo­nis­si­mi. Ecco. Ora … Buo­ni, come sem­pre. Per­so­nal­men­te li ho sem­pre chia­ma­ti Fru Fru, non bene per qua­le moti­vo. I Fru sono I Fru Fru, deli­ca­ti, fra­gran­ti, mor­bi­di e croc­can­ti, rumo­ro­si e gau­den­ti. Lo so, non in tut­te le regio­ni d’Italia con­tem­pla­no que­sta stuz­zi­can­te deno­mi­na­zio­ne, in ogni caso poco impor­ta. Wafer o Fru Fru sap­pia­mo bene di cosa stia­mo par­lan­do. Pen­sa­te al vostro tè del­le cin­que. Al posto dei soli­ti biscot­ti­ni ingle­si, pie­ni di bur­ro, ave­te a vostra dispo­si­zio­ne dei Wafer! Esi­stio­no anche alla Vani­glia o alla Noc­cio­la; io, fin da pic­co­lo, li pre­fe­ri­sco alla Cioc­co­la­ta, ed anche dopo aver let­to, tem­po addie­tro, Alla ricer­ca del tem­po per­du­to di Mar­cel Prou­st, ed in par­ti­co­la­re, ram­men­ta­te?, le pagi­ne magi­stra­li dedi­ca­te alla descri­zio­ne del­le made­lei­ne, resto dell’idea che i Fru Fru con il Té non si bat­to­no. Nostal­gie, for­se, ma non for­se vero che la nostal­gia è un sen­ti­men­to gra­de­vo­le, che stuz­zi­ca l’appetito!

Donne esigenti

Sì. In una pastic­ce­ria di suc­ces­so, per­sua­si­va e gusto­sa, si pos­so­no fare nuo­ve cono­scen­za deci­sa­men­te inte­res­san­ti. D’accordo, il tem­po di fre­quen­ta­zio­ne è limi­ta­to, tut­ta­via par­lia­mo di un Tem­po con­di­vi­so. Il clien­te, o la clien­te, si tro­va a vive­re un momen­to di esta­si. La clien­te, ad esem­pio, è entra­ta per fare cola­zio­ne. Si guar­da in giro, sce­glie la sua pasta, for­se una brio­che, o un bom­bo­lo­ne alla cre­ma, a segui­re un caf­fè o un cap­puc­ci­no, rara­men­te un suc­co di frut­ta. Il trit­ti­co: caf­fè, brio­che, spre­mu­ta d’arancio, appar­tie­ne alla don­na mana­ger, la qua­le ha biso­gno di car­bu­ra­re il pri­ma pos­si­bi­le. Ebbe­ne in que­sto bre­ve las­so di tem­po è pos­si­bi­le avvi­ci­na­re, sor­ri­de­re, stu­pi­re, invi­ta­re, ad un secon­do incon­tro, non lon­ta­no nel tem­po, ad esem­pio una cena, que­sta sera, per festeg­gia­re il fat­to che oggi sia­mo nel­la gior­na­ta di gio­ve­dì. E non tra­scu­ra­te le inse­gnan­ti par­ti­co­lar­men­te nume­ro­se e sim­pa­ti­che. Esi­gen­ti? Sì, tut­te le don­ne sono esi­gen­ti e trop­po spes­so non ce ne ren­dia­mo con­to.

tempo-creativo

Vita Pasticciera

Se si par­la con un Mae­stro pastic­cie­re si diven­ta mat­ti! In pra­ti­ca la loro vita è sen­za vita, sal­vo la Vita Pastic­cie­ra. Si alza­no pre­sto la mat­ti­na, le cola­zio­ni lo richie­do­no; la gior­na­ta pro­se­gue con mil­le impe­gni: for­ni­to­ri, clien­ti par­ti­co­la­ri, even­ti ai qua­li par­te­ci­pa­re, cor­si da pre­pa­ra­re, anda­re a cena in quel risto­ran­te per­ché si deve appro­fon­di­re la cuci­na del­lo Chef ***, insom­ma si va a let­to sem­pre tar­di, per­ché la not­te va vis­su­ta. Pro­via­mo ad inse­rir­ci anche un’amante, ed il gio­co è fat­to. Sor­go­no spon­ta­nee del­le doman­de: l’Accademico Pastic­ce­re quan­do dor­me? Mai. Non c’è Tem­po ed il Tem­po non si può spre­ca­re dor­men­do. Dimen­ti­ca­vo il Tem­po crea­ti­vo! Fon­da­men­ta­le per con­ti­nua­re a stu­pi­re i mil­le fan che seguo­no le sue pro­du­zio­ni con affet­to, devo­zio­ne e deter­mi­na­zio­ne golo­sa. Tut­to que­sto è evi­den­te! Cam­mi­na­no sospe­si, con pas­so len­to, come se si tro­vas­se­ro immer­si in un’altra dimen­sio­ne, la loro; noi non pos­sia­mo capi­re, sia­mo sem­pli­ce­men­te esse­ri uma­ni. Esse­re pastic­ce­re è un’Arte.

Lo specchio

Andrej Arsen’evič Tarkovskij

Risul­ta ovvio rite­ne­re che la signo­ri­na in esa­me, la model­la, non sia mai entra­ta in una pastic­ce­ria! E come avreb­be potu­to! Una pastic­ce­ria … impos­si­bi­le … vie­ta­to anche solo nomi­nar­la. La male­fi­ca bilan­cia l’avrebbe subi­to avver­ti­ta che ave­va com­mes­so un delit­to culi­na­rio dram­ma­ti­co, ai limi­ti dell’irrisolvibile. La sua pre­zio­sa linea, la sua lon­gi­li­nea con­for­ma­zio­ne fisi­ca, sareb­be venu­ta meno, sareb­be sta­ta com­pro­mes­sa, ed il suo Agen­te le avreb­be sug­ge­ri­to di cam­bia­re mestie­re. Pos­so­no esi­ste­re strap­pi alla rego­la? Maga­ri di tan­to in tan­to. “Di tan­to in tan­to” è mor­to, defun­to, cada­ve­re. Gra­zia e leg­ge­rez­za, le model­le devo­no esse­re asciut­te come can­ne al ven­to, sinuo­se, sua­den­ti, sexy, e non appe­san­ti­te nean­che dai pen­sie­ri. Non a caso le model­le non pen­sa­no. Si occu­pa­no solo di una cosa, han­no un solo inter­lo­cu­to­re, esi­gen­te e veri­tie­ro, lo spec­chio. Pen­sa­va­te al famo­so film di Andrej Arsen’evič Tar­ko­v­skij? Non fate­lo, cen­tra ma non cen­tra, la que­stio­ne è un poco più com­ples­sa. Ed a noi pia­ce sal­ta­re di palo in fra­sca, nobi­le e ple­beo.

Babbà al Rum

Re senza denti

Quan­do pen­so ad un bab­bà per­do il con­trol­lo di me stes­so, non so da cosa dipen­da. Ave­te pre­sen­te? Lo imma­gi­na­te? Pic­co­lo, pic­co­lo, con quel­la sua incre­di­bi­le for­ma a fun­go, imbe­vu­to di rum, invi­tan­te come può esser­lo solo una deli­zia per il pala­to. Non urla, si pre­sen­ta discre­to, silen­te, non ha biso­gno di far­si sen­ti­re, sus­sur­ra, e si rivol­ge agli esper­ti, agli esti­ma­to­ri, a tut­ti colo­ro che lo cono­sco­no ed apprez­za­no da sem­pre, non vuo­le con­qui­sta­re un nuo­vo pub­bli­co, gli basta il suo, nume­ro­so, com­pe­ten­te, un poco snob. Sì, sono un suo fan e lo dico con tono bril­lan­te, come sug­ge­ri­va l’attore Car­me­lo Bene. La sua sto­ria? Il babà è la deri­va­zio­ne d’un dol­ce a lie­vi­ta­zio­ne natu­ra­le ori­gi­na­rio del­la Polo­nia — bab­ka ponc­zo­wa — uti­liz­za­to dai cuo­chi fran­ce­si assun­se il nome di baba, vide tra­sfor­ma­to il pro­prio nome in bab­bà dai pastic­ce­ri napo­le­ta­ni. L’invenzione del babà si fa risa­li­re al re polac­co sen­za den­ti Sta­ni­slao Leszc­zyń­ski[ Se il bab­bà, per voi, è un per­fet­to sco­no­sciu­to, for­se è giun­to il momen­to di un assag­gio, sen­za fret­ta, e subi­to dopo un buon caf­fè!

Torta con Bignè

Flusso di pensieri

Una Tor­ta rap­pre­sen­ta senz’altro un Tem­po di sospen­sio­ne. Si entra in una Pastic­ce­ria con­si­de­ra­ta vali­da e con­for­me alle nostre esi­gen­ze, e si sce­glie osser­van­do con la mas­si­ma atten­zio­ne le carat­te­ri­sti­che otti­che del pro­dot­to dol­cia­rio. Ogni sin­go­la Tor­ta si sve­la al nostro sguar­do, nuda, sen­za nes­su­na bar­rie­ra pro­tet­ti­va, baste­reb­be allun­ga­re la mano per assag­giar­la, ma non si può e non si deve! Non resta che lasciar­si anda­re e fan­ta­sti­ca­re … cer­to, la cioc­co­la­ta e quel­le fra­go­le … per non par­la­re del­la cre­ma, deli­zio­sa … tan­ta cre­ma ed io ado­ro la cre­ma, e poi una cosa è cer­ta, in que­sta Pastic­ce­ria la Cre­ma la san­no fare pro­prio bene. È squi­si­ta! I pen­sie­ri cor­ro­no velo­ci e non si rie­sce a fer­mar­li. Sì, però, a mia moglie la Cre­ma non pia­ce, pen­se­reb­be subi­to che ho segui­to i miei gusti sen­za con­si­de­ra­re o pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne i suoi, che sono così dif­fi­ci­li. È una don­na incon­ten­ta­bi­le. Sen­za par­la­re di sua sorel­la! Un disa­stro, e que­sta sera a cena c’è anche lei, con il suo nuo­vo com­pa­gno, che non cono­sco. Sce­glie­rò la Tor­ta alla Cre­ma!